La convivenza

Negli ultimi anni sono aumentate le convivenze e il calo del numero dei matrimoni è legato a diversi fattori, da quello economico a quello sociale e ad una deresponsabilizzazione nel rapporto di coppia.

La convivenza more uxorio ( famiglia di fatto o convivenza di fatto) consiste in un legame affettivo stabile e duraturo tra due persone, di diverso o dello stesso sesso, che convivono come famiglie pur non essendo sposati.

Negli ultimi anni, molti Comuni hanno istituito dei registri anagrafici delle unioni civili che danno vita ad alcuni limitati diritti e alla possibilità di stipulare dei contratti di convivenza.

Sulla casa familiare di proprietà di uno dei conviventi l’altro non ha alcun diritto e in caso di decesso il partner superstite può solo continuare ad abitarla per un periodo proporzionale ala durata della convivenza.

In caso di locazione il partner superstite subentra nell’affitto.

Nel caso in cui una coppia di fatto si separi non vi è alcun diritto al mantenimento, a meno che uno dei conviventi non versi in uno stato di bisogno e lo richieda (da dimostrare) e avrà diritto allo stretto necessario per vivere (alimenti).

I figli nati da una convivenza o comunque fuori dal matrimonio, hanno gli stessi diritti di quelli nati in costanza di matrimonio.

In caso di cessazione della convivenza, per stabilire le condizioni dell’affidamento dei figli, del diritto di visita, del contributo al loro mantenimento e dell’assegnazione della casa coniugale, i conviventi d’accordo o autonomamente potranno rivolgersi al Tribunale Ordinario del luogo di residenza degli stessi minori con un ricorso che presenta caratteristiche simili a quello di separazione ma di volontaria giurisdizione.

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